Per un architetto, la responsabilità professionale non riguarda solo la fase progettuale. Ogni incarico può esporre il professionista a rischi diversi: progettazione, direzione lavori, sicurezza, pratiche edilizie, consulenze tecniche, perizie, computi metrici, certificazioni, rapporti con committenti, imprese e pubbliche amministrazioni.
La polizza RC professionale è obbligatoria per gli architetti che esercitano attività con un rapporto diretto con il cliente. Al momento dell’incarico, il professionista deve indicare al committente gli estremi della polizza, il massimale e ogni eventuale variazione successiva.
Il punto, però, non è solo rispettare un obbligo. Una copertura realmente efficace deve essere coerente con il tipo di attività svolta.
Un architetto che segue ristrutturazioni private ha esigenze diverse rispetto a chi lavora su appalti pubblici, direzione lavori, coordinamento della sicurezza o pratiche legate a bonus edilizi e asseverazioni. Cambiano i rischi, i possibili errori contestati, l’esposizione economica e il livello di responsabilità.
Per questo, nella scelta della polizza, è importante valutare con attenzione massimale, franchigie, retroattività, ultrattività, esclusioni e attività effettivamente comprese. Alcune convenzioni professionali prevedono anche la possibilità di integrare una copertura di tutela legale, utile nei casi in cui il professionista debba sostenere costi per difendersi o far valere le proprie ragioni.
In un settore in cui normative, procedure edilizie e responsabilità tecniche sono sempre più complesse, la protezione professionale diventa parte integrante del modo in cui uno studio tutela il proprio lavoro.
MIA Consulting affianca architetti e studi professionali nella scelta di soluzioni assicurative adeguate, aiutandoli a individuare coperture coerenti con gli incarichi svolti e con il livello di responsabilità assunto.
Perché proteggere un progetto significa proteggere anche chi lo firma.


